Intervista a Jack Pepper, il campione italiano dei mangiatori di peperoncino

Vi proponiamo oggi l'intervista a Giancarlo Gasparotto in arte Jack Pepper.

Per chi non lo sapesse, Giancarlo è il campione italiano dei mangiatori di peperoncino ed è riuscito a vincere, recentemente, la sfida contro le alette più piccanti d'Italia.

Ringraziamo il nostro amico Giancarlo per aver accettato la nostra intervista.

Chi è Giancarlo Gasparotto o meglio, chi è Jack Pepper?

Secondo i miei amici sono una persona simpatica, francamente lo spero. Passatemi il gioco di parole, ma semplicemente sono…un uomo semplice. Vivo in Brianza, a Nord di Milano, e faccio il giardiniere dopo aver provato diversi lavori. Sono sempre immerso tra le persone, con le quali ho un rapporto diretto e naturale, un po’ come ora con il peperoncino, che è entrato nella mia vita quasi per caso ma è diventato prima un semplice interesse e successivamente una vera passione che ora posso condividere con tanti altri. Così, l'unione tra me ed il peperoncino riesce a far percepire il “Giancarlo” che piace a me: quello che fa divertire le persone, che anima i gruppi.

Da che cosa è nato il soprannome “Jack Pepper”?

Mio fratello ogni tanto critica come mi vesto, non ha ancora imparato a farsi gli affari suoi…siamo così diversi, tornando al soprannome, spesso indosso una bandana e gli amici mi chiamano Jack, come Jack Sparrow il personaggio principale de “I pirati dei Caraibi”. Quando è cominciata la mia avventura nel mondo piccante ho deciso che aggiungendo Pepper, il mio soprannome avrebbe avuto un sapore speciale. Mi piace.

Da quanto tempo mangi peperoncino?

Ho sempre amato insaporire i piatti, dargli qualcosa in più con il piccante, quindi sono diversi anni che uso lo uso. Tre anni fa ho scoperto i super hot ed è scattato qualcosa, ho notato che non soltanto mi piaceva ma che riuscivo facilmente a sopportare gradi di piccantezza elevati.

Come è nata la tua passione?

Diciamo che è stato un doppio binario, mentre assaggiavo quelli più piccanti mi aggiornavo, mi documentavo su internet e anche su libri che parlano di quella che ho scoperto essere una vera cultura. Cercavo di conoscere le diverse tipologie di peperoncino, con il semplice scopo di trovare quelli più forti, capaci di farmi sentire un bruciore in bocca, una sensazione di piccantezza tipica dei peperoncini.

Coltivi anche? Se sì in che modo e quante piante ?

Dietro casa mia ho ottenuto un piccolo orto che curo con l’aiuto di Luciano, una persona davvero speciale e molto esperta, lui mi sta insegnando i tempi ed alcuni trucchi della coltivazione, io procuro i semi e le piantine. Ora ne abbiamo una ventina. Sto cercando di imparare qualcosa di davvero magico, è bellissimo seminare e veder crescere qualcosa.

Quale è stato il primo peperoncino che hai mangiato?

Il classico calabrese secco, molti anni fa. Ne avevo 15, eravamo a casa di un mio amico, lui tirò fuori un barattolo e per gioco si fece subito sfida. Mangiò un peperoncino e mezzo, a memoria…io non mi fermavo mai, arrivai a nove pezzi svuotando il barattolo dove i suoi genitori lo avevano custodito.

Quale è il tuo peperoncino preferito esteticamente?

Il Carolina Reaper, il mietitore, il peperoncino più forte al mondo ed è anche il più bello. Lui e tutti gli ibridi che gli somigliano secondo me hanno forme davvero speciali e strane, in qualche modo possono intimorirti già soltanto guardandoli .

Quale è il tuo peperoncino preferito a livello di sapore?

Faccio una distinzione, per profumo e sapore. Senza dubbio nel primo caso il Trinidad Moruga Yellow, quando lo tagli vieni investito da un’esplosione profumata un aroma agrumato che si sposa perfettamente con diversi piatti, infatti si può utilizzare su piatti di pesce, ma anche in specialissime conserve e marmellate di frutta. In bocca invece il mio preferito è il Jolokia White, un peperoncino fresco con un forte sentore di limone che si può aggiungere invece a preparati freschi a base di yogurt o di gelato oppure nei cocktail o nei sorbetti.

E quello che non ami particolarmente?

Francamente non ne scarto nessuno, perché ogni piantina regala un frutto che merita attenzione. Ogni peperoncino è speciale per profumo, sapore e per grado di piccantezza. Sarebbe semplice dire che quelli a bassa gradazione non mi piacciono, ma a volte sono lo strumento ideale per coinvolgere altre persone. Il cibo oltre a essere un piacere personale è la base di una socialità che da Facebook torna attorno a una tavola e torna vera.

Qual è il tuo piatto preferito e quale peperoncino ci abbini?

La pasta alla carbonara, ovviamente con una spolverata di Moruga Yellow.

Hai vinto la gara di mangiatori di peperoncino a Diamante, poi la sfida da Salvatore Marturano a Torino con le ali di pollo piccanti. Successivamente cos'hai in programma?

A marzo sarò a Pomezia, al Centro Commerciale 16 Pini, un evento di “Peperoncino che Passione”. Non so ancora che sfida hanno preparato, poi girerò ancora un po’ l’Italia fino al ritorno a Diamante, a settembre, quando dovrò difendere il titolo.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e lungo termine per sfruttare questa tua passione?

Mentre organizziamo cene super-hot in Brianza, in alcuni ristoranti, mi diverto sui social creando qualche video divertente con alcuni amici. Un modo per scherzare e parlare comunque del peperoncino in un modo diverso. Su Facebook ho creato la pagina Jack Pepper Giancarlo Gasparotto. Vi do appuntamento lì, quando volete…

Consigli a chi si vuole avvicinare al mondo del peperoncino?

Meglio partire con quello calabrese dop, che è un toccasana anche in dosi massicce, fa sempre bene. Detto questo, meglio usare la testa perché parliamo comunque di una sostanza stimolante ed eccitante quindi andare per gradi è sempre importante. Anche se io amo gettare in piscina chi deve imparare a nuotare (io l’ho fatto) non è detto che sia il modo migliore. Informarsi, conoscere, provare senza paura, ma con la testa credo sia la strategia giusto. Quando si decide di passare di livello e di assaggiare i peperoncini super-hot: andare per gradi è decisivo, come tagliare e assaggiare per prima l'apice che ha una minore concentrazione di capsaicina in quanto ci sono meno semi o placenta che è sempre la più piccante. Meglio ricordare che il principio attivo del peperoncino è la capsaicina: 13 grammi (contenuti in circa un chilo di Carolina Reaper) possono uccidere un uomo di 70 chili. Scherzare col fuoco resta sempre pericoloso per chi non sa che cosa sta facendo.

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